La relazione in musica dal periodo fetale: l’importanza del progetto “La voce incanto”.
Lucia Mazzone
pedagogista musicale
Il feto, infatti, percepisce più facilmente la voce materna, più acuta, rispetto alle altre, dato che nell’organo di Corti si sviluppano prima le cellule ciliate responsabili della percezione delle frequenze più acute. Si instaura così fin dai primi mesi, un dialogo indispensabile come lo sono le sostanze nutritive.
Lo studio elettrofisiologico sull’analisi della voce nei neonati. Dr. Piccinini C. dimostra che esistono delle aree cerebrali in cui viene analizzata la voce materna che sono diverse (addirittura nell'altro emisfero cerebrale) rispetto a quelle dove viene analizzata qualunque altra voce; che la prosodia e la melodia della voce materna sono acquisiti, anche cognitivamente, prima della nascita; che la voce materna è determinante per l'acquisizione del linguaggio.
E’ importantissimo comunicare con il feto da subito e la voce in canto può essere quindi considerata uno strumento utile per favorire il passaggio dal periodo fetale a quello neo-natale predisponendo il giusto spazio psichico emotivo sia per la madre che per il bambino.

Sulla base di quanto detto quanta affinità esiste in Italia fra la musica intesa come “buona pratica” e consapevolezza “genitoriale” ?
Quante mamme sanno utilizzare il linguaggio non verbale per capire il proprio neonato ed imparare ad usare i suoi stessi codici?
Quante mamme sono a conoscenza dell’importanza della propria voce e dell’influenza positiva che quest’ ultima ha sul bambino?
Nei nove mesi della gestazione, il feto costruisce la propria capacità di attenzione a partire dall’ascolto della voce materna e dagli stimoli uditivi che riceve filtrati dentro il corpo della madre. Il futuro sviluppo del nascituro è quindi legato a quel periodo della gravidanza che bisogna rendere sereno il più possibile.
E’ importante dedicarsi a “momenti musicali” affinché il bambino e la madre possano stabilire una relazione emotiva, giocosa e altamente formativa per entrambi; indispensabile e con innumerevoli benefici a lungo termine è che il feto ascolti la madre cantare.
Quando un adulto canta per un bambino, i benefici sono di entrambi, di chi canta e di chi ascolta, l’intimità che si crea in questi momenti fa sì che la mamma riesca a dire (o a cantare) cose che altrimenti non riuscirebbe ad esprimere. Riuscire a comunicare emozioni profonde al proprio bimbo spesso ci fa sentire più vicini all’altro, cantare sottovoce calma entrambi e fare un gioco cantato coinvolge sia l’adulto che il bambino in un momento gioioso. Così, il canto materno può regolare le emozioni di entrambi.
Musica in Culla ® - Music in Crib: una realtà internazionale.
In Italia sono sempre più numerosi i genitori che decidono di seguire corsi di musica prenatali e corsi di musica insieme ai piccolissimi (0-36 mesi).
L’Associazione internazionale Musica in Culla ® - Music in Crib offre, sul territorio nazionale, molte proposte interessanti e altamente formative sia per i neo genitori che per i bambini.
Nata a Roma nel 2000 e seguendo l’esempio Gordoniano della Professoressa Bolton,
all’epoca preside del Dipartimento di Educazione Musicale e Musicoterapia del Boyer College of
Music della Temple University di Philadelphia, si avvia una ricerca volta a sviluppare e integrare le potenzialità musicali e relazionali presenti nel bambino fin dalla nascita.
Il 6 settembre 2013 è stata creata un’associazione internazionale denominata Musica in Culla® - Music in Crib con 16 associazioni in Italia ed una in Spagna.
Rivista Italiana online "La Care" Vol 2 No 1 anno 2014
Lucia Mazzone - pagina 18
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